 foto di Michele Raho
L'inaugurazione
Il Museo delle Genti d’Abruzzo, l'A.S.T.R.A.- Amici del Museo e l’Agenzia per la Promozione Culturale Regione Abruzzo presentano il primo incontro della serie “Orizzonti Culturali”, un evento multidisciplinare tra Arte, Cinema ed Etnografia
LUPO LUPI E LUPARI
MOSTRA DI PITTURA
IL LUPARO
di Amedeo Lanci
INAUGURAZIONE
14 GENNAIO ORE 17.00
AUDITORIUM “LEONARDO PETRUZZI”,
via delle Caserme, 60 Pescara
Verrà inaugurata sabato prossimo 14 gennaio una mostra di pittura dedicata all’artista Amedeo Lanci, scomparso un anno fa, autore di un ciclo pittorico ispirato alla figura del luparo. Nato in Abruzzo, ha frequentato l'Istituto d'Arte di Lanciano ed ha completato gli studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ha insegnato Tecniche dell'Incisione dal 1986 al 2010. Primo Conti, del quale Amedeo Lanci fu allievo, lo indirizzò a Parigi, dove negli anni Sessanta frequento Marc Chagall. Di rilievo sono le mostre fatte alla Maison du Migrant, Reims (Francia), al Jacovit Convention center di New York, al salon Ericsson di Buenos Aires (Argentina), all’Università di Urumqi (Cina). Numerose le esposizioni in Italia a Ravenna, Torino, Venezia, Prato, Barletta, Firenze. Ha partecipato alla Biennale di Venezia.
Il ciclo pittorico in mostra a Pescara tratta un tema, quello del luparo, declinandolo tra arte e antropologia. Per l’occasione sono state organizzate numerose iniziative, già a partire dall’inaugurazione della mostra, per sviluppare l’indagine e la conoscenza tanto dell’artista quanto, in particolare, del tema trattato. E’ infatti previsto un concerto di musica etnica del gruppo musicale dei DISCANTO, proiezioni di documentari e film, visite tematiche alla mostra e alle sale del museo delle Genti d’Abruzzo dedicate alla pastorizia, attività didattiche tra arte e antropologia e letture pubbliche.
La mostra si terrà presso lo Spazio Arte del Museo delle Genti d’Abruzzo dal 14 gennaio al 3 marzo 2012.
Programma dell’inaugurazione: Saluti del Presidente della Fondazione Genti d’Abruzzo Giulio De Collibus e del Presidente dell'A.S.T.R.A. Biancamaria Madonna
Presentazione e proiezione del Cortometraggio (20’) “Amedeo si racconta” a cura di Anna Laffi, Associazione Amedeo Lanci
Cronistoria della Mostra sul “LUPARO” a cura di Antonio Bini, Associazione Italia Nostra
“Lupo, tra etnografia e pittura” a cura di Adriana Gandolfi, Agenzia per la Promozione Culturale Regione Abruzzo
Visita alla mostra “Il Luparo” ore 18:00 Spazio Arte
A conclusione della serata Concerto del gruppo musicale DISCANTO
La mostra IL LUPARO rimarrà aperta presso lo Spazio Arte del Museo delle Genti d’Abruzzo dal 14 GENNAIO al 3 MARZO 2012
orari di apertura: lunedi-sabato 9.00-13.30, sabato, domenica e festivi 16.00-19.00
Durante tutta la durata della mostra verranno svolte visite tematiche delle sale espositive e laboratori didattici tra arte e antropologia
[…] La sua é un'arte del sentimento, dove dialogano natura e cultura, trascendendo lo spazio temporale, dove un intero universo di cose e di personaggi raggiungono la dimensione del mito, seguendo un'intima introspezine dominata dalla passione per il divenire ciclico del processo vitale.
Un ancestrale legame con la sua terra d'origine, L'Abruzzo appenninico ma anche le sue marine, i caratteri distintivi che ne connotano identità e consapevolezza.
Seguendo l'ispirazione, sviluppa un racconto antropologico consegnandoci un messaggio universale che soltanto un artista poeta sa tradurre ed attraverso l'estasi della pittura egli diventa uno sciamano evocatore di espressioni totemiche ancestrali.
Il mondo magico delle fate, illuminate dal bagliore lunare, ci appare con tutta la sua valenza simbolica.
Emblematici, a tale proposito, i suoi personaggi preferiti: lupo, e “luparo”, rappresentati nella danza della vita e della morte che si rincorrono eternamente; Lanci si identifica con essi ed unendoli in una catartica simbiosi ci fa partecipi nel mistero del “sublime”, dove orrore e fascino concorrono insieme per costituire una “coscienza dell'essere” […]
Adriana Gandolfi
Tratto dalla presentazione della mostra di Pescara
[…]La dimensione rotonda, che in sé può essere anche scomoda, si presta perfettamente alle esigenze del pittore, in grado di accentare le compresenze corali che sembra vogliano accordarsi sulla grande figura centrale – il lupo, ma in realtà ne fanno da vivace contrappunto, vibrando la texture coloristica per molteplici profondità.
Così, certo, il lupo si distingue per solitaria solidità nel bagliore lunare, ma é nel contempo l'intera pagina che vibra di una naturalità indomita, costruita plasticamente con cura (per attenzione agli accordi di forma/colore) e freschezza di gesto. È solo così che il mondo, il bosco, il monte della pittura diviene vero, dai fili d'erba ai gufi, dal pastore agli alberi, le vette, i ghiacciai, la loro musica, la musica stessa dell'aria... che acquisiscono e danno insieme un registro duplice, così di austerità che di sogno, rivolto apertamente al mondo contemporaneo di cui si trovano nella felice condizione di toccare l'anima... […]
Giandomenico Semeraro
Tratto dal catalogo della mostra “Il Luparo” – Ponte di Diocleziano – Lanciano 2007
_________________________________________________________________
05 FEBBRAIO ORE 17:00
Auditorium “Leonardo Petruzzi” via delle Caserme 60 - Pescara
“UOMINI E LUPI”
di G. DE SANCTIS, 1956
FILM INTERAMENTE GIRATO IN ABRUZZO
- Presentazione di Antonio BINI dell’Ass. “Italia Nostra” sezione di Pescara
- Interverrà FRANCO TASSI, già Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
___________________________________________________________
Dal 20 gennaio al 2 marzo ore 17.30
“FAME DI LUPI” : letture racconti per adulti e ragazzi a cura dell’Associazione “Balla coi libri”
Per informazioni:
“BIBLIOTECA F. Di Giampaolo” - Agenzia per la Promozione Culturale Regione Abruzzo (PE) ref. Adriana Gandolfi
tel. 085.4210485 – 085.4210702
 Prosegue fino al 30 dicembre, nello Spazio Pep Marchegiani di Pescara, in via Montanara 13, di fronte al negozio “Globo”, “StereotiPOP” collettiva d’Arte Contemporanea New Pop, promossa dall’Associazione +39 con il patrocinio della Provincia di Pescara. L’esposizione può essere visitata tutti i giorni dalle 17 alle 20 o su appuntamento scrivendo a
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
. L’ingresso è libero.
Immagini ai Sali d'Argento

Francavilla al Mare dal 10 al 18 dicembre 2011 presso il MuMi
Le opere esposte , volte verso la concezione della Fotografia come vera e propria forma d'arte anche attraverso il connubio con la Pittura ed il Disegno, sono tutte realizzate utilizzando la tecnica della stampa ai Sali d'argento, fiore all'occhiello del Maestro atriano.
L'inaugurazione della mostra, patrocinata dal Comune di Francavilla al Mare, a cura dell'Associazione Culturale MOTUS, ed in collaborazione con l'Associazione FOTOGRAFACENDO, si terrà sabato 10 Dicembre ore 18:00 alla presenza del sindaco Antonio Luciani e dell'Assessore Pina Rosato; interverranno anche il Prof. Nerio Rosa e la Storica d'Arte Manuela Valleriani e lo stesso Tracanna.
"Sono molto contento di questo evento", sostiene l'avv. Michele Accettella (Presidente dell'Associazione culturale MOTUS da poco costituita), "Un evento organizzato con grandissimo sacrificio da parte di tutti e collaborando con un'altra Associazione la FOTOGRAFACENDO; mi preme sottolineare quest'ultimo aspetto perché voglio insistere sul fatto che nella nostra Associazione non deve esserci spazio per campanilismi o diritti di paternità , ma tutto deve nascere grazie e all'unione e alla collaborazione comune.
Un evento, quindi, di grandissimo impatto sociale e connotato da uno spirito fortemente culturale, che è poi lo scopo della nostra Associazione, volto anche rilanciare strutture di valenza storica e culturale della nostra città, qual è il MuMI, e a creare i presupposti per una sempre maggiore partecipazione dei cittadini alla vita della comunità e a tutte le sue straordinarie risorse".
L'Associazione FOTOGRAFACENDO preannuncia che è in programma, sempre in collaborazione con la MOTUS, una serie di incontri aperti alla cittadinanza a chiunque sia interessato, cui prenderanno parte il maestro Giuseppe Tracanna e il giovane fotografo Vittorio D'Alberto, finalizzati a promuovere la fotografia in tutte le sue forme espressive.
Le Associazioni MOTUS e FOTOGRAFACENDO ringraziano l'amministrazione comunale, in particolare l'Assessore alla Cultura Pina Rosato e il Sindaco l'Avv. Antonio Luciani, per tutto il sostegno dato.
 Resterà esposta fino al 30 ottobre 2011, presso la Casa D'Annunzio di Pescara, la Madonna in trono di Pietranico. La pregevole scultura in terracotta policroma, databile XV secolo, è un'opera carica di valore e simboli nominata "ambasciatrice dell'arte abruzzese" ed emblema della rinascita del territorio pescarese. Travolta nel crollo della chiesa di Pietranico (Pe), causato dal sisma del 6 aprile 2009, e recuperata dai Vigili del Fuoco, la Madonna di Pietranico ritorna in Abruzzo dopo essere stata mostrata a New York ai tanti benefattori che, rispondendo all'appello lanciato dall'Italian American Museum, grazie ad una raccolta fondi hanno permesso il suo restauro. Il complesso lavoro è stato curato dalla restauratrice Elisabetta Sonnino, la quale ha coordinato un pool di esperti - tra i quali quelli del Cnr di Pisa sotto la direzione di Lucia Arbace Soprintendente dell'Abruzzo - che in un anno sono riusciti a ridare alla terracotta il suo aspetto originario.

La mostra “Ashby e l’Abruzzo” e' stata inaugurata il 24 settembre alle 17,30 a Chieti presso il Museo Archeologico Nazionale Villa Frigerj nell’ambito degli eventi previsti per le Giornate Europee del patrimonio. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 20 novembre da martedì a domenica ore 9,00-19,30 chiuso lunedì. INFO: 0871/3295245. E’ la quinta tappa, dopo Roma,L’Aquila,Pescara e Sulmona, dell’itinerario tra “immagini e memoria” condotto attraverso le foto dell’archeologo inglese Thomas Ashby, grazie ad un’iniziativa nata dalla collaborazione tra la British School at Rome e l’agenzia Ad.Venture srl. di Pescara. Agli inizi del ‘900 Ashby intraprese sei viaggi in Abruzzo e immortalò monumenti, luoghi, siti archeologici lasciandoci una meravigliosa collezione di fotografie rimaste fino a oggi inedite. Lo sguardo di Ashby colpisce perché va molto oltre l’archeologia, l’antropologia e l’architettura. L’Abruzzo che lui cerca e trova, percorrendolo a piedi e in bicicletta, è il luogo dove, accanto alle pietre e ai reperti delle vestigia romane, vi deve ancora essere quella cultura che delle pietre è la continuazione, l’autentica durata. Una cultura da registrare in fretta - con mezzi nuovi come la fotografia - e accuratamente - con trascrizioni, interviste, appunti – perché, Ashby lo sa bene, presto sarà cancellata dall’avvento della modernità.L’evento è organizzato dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo in collaborazione con la British School at Rome e con la partecipazione di vari enti e clubservice: Rotary Club Chieti, Provincia di Chieti,Dipartimento di Studi Classici dell’Università “G.d’Annunzio” Chieti-Pescara. Le 44 foto esposte, stampate con l’antica tecnica al carbone, sono accompagnate da 8 pannelli di testi; si ammireranno alcune novità rispetto agli allestimenti già presentati nelle precedenti sedi abruzzesi della mostra: 3 portfolio di Ashby sull’ Abruzzo, L'Aquila e i Riti in Abruzzo, con testi di Franco La Cecla; 18 cartoline dell'Abruzzo con foto inedite di Ashby e le sorelle Bulwer; album fotografico originale di Thomas Ashby; l’apparecchio fotografico dell’archeologo inglese, costruito in Inghilterra da W. Watson & Sons intorno al 1880, in legno di mogano con contenitore di cuoio foderato di velluto rosso. Nelle quattro esposizioni precedenti, la mostra ha fatto registrare fino ad oggi 9500 visitatori, un terzo dei quali sono stati stranieri.All’inaugurazione della mostra sarà presente,tra gli altri, Christopher Smith, Director della BSR, Accademia Britannica. Interverranno anche Fabrizio Magani, Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, Di Giuseppantonio Presidente della Provincia di Chieti e l’Assessore alla Cultura della Regione De Fanis.Dal 27 settembre all'1 ottobre la mostra di Ashby sarà visitabile anche al Palazzo Viceregio di Cagliari in occasione di Aiap Design Per 2011, la Settimana Internazionale della Grafica.Il catalogo della mostra: Thomas Ashby, Viaggi in Abruzzo 1901-23 è pubblicato da Silvana Editoriale, a cura di Vienna Tordone. www.ashbyelabruzzo.com

Le circa cinquanta opere esposte consentono di delineare il contesto artistico della Livorno in cui Modigliani si è formato alla fine dell’Ottocento, con dipinti di Fattori, Micheli, Romiti, Natali, Benvenuti, Lloyd, Martinelli, Ghiglia. Ne esce, da questa prima sezione, l’immagine di una città vivace culturalmente e artisticamente, capace di fornire a un giovane di talento come Modigliani non solo gli strumenti tecnici per iniziare una carriera pittorica, ma anche stimoli e suggestioni che lo rendono partecipe del clima moderno, e in grado di inserirsi in un contesto d’avanguardia una volta spiccato il grande salto verso la Ville Lumière.
La mostra prosegue poi con un serie di importanti disegni di Modigliani che tracciano il suo percorso artistico, dagli inizi influenzati dallo stile di Toulouse-Lautrec, con una matita su carta che ritrae l’amico critico Mario Buggelli, al segno nitido del carboncino, che delinea volti e corpi di “cariatidi”, del periodo scultoreo (anni ‘10-‘11 del novecento), ai ritratti dal segno più sottile degli amici come Vlaminck, delle compagne, come Beatrice Hastings, dei personaggi del suo mondo artistico, come Hanka Zborowska, moglie del suo mercante Leopold. Tra questi, spicca il disegno scelto per la copertina del catalogo, una Testa scultorea di grande impatto, influenzata dall’arte africana, che Modigliani spedisce al fratello Umberto, a Milano, per ringraziarlo dell’aiuto economico, insieme a una lettera (anch’essa esposta) in cui gli racconta delle mostre a cui partecipa, del lavoro che svolge, terminando con quello che oggi ci appare un amaro presagio, alla luce del dramma che lo porterà a morire a trentasei anni: ”In pectore sento che così finirò un giorno o l’altro per farmi strada”.
La terza parte della mostra inserisce Modigliani nel contesto della capitale dell’arte in cui arriva nel 1906 e muore nel 1920, e in cui il pittore diventa uno dei più grandi artisti del novecento: Parigi. Opere di Picasso, Vlaminck, dell’amico fraterno Max Jacob, di Valtat, Soutine, Utrillo, Picabia tracciano un ricco affresco del mondo delle avanguardie artistiche dei primi vent’anni del secolo scorso, e di quel mondo di bohème che rappresenta l’humus in cui si sviluppano i più grandi movimenti artistici dell’epoca.
Organizzata dal Comune di Pescara e dalla Galleria Rizziero di Pescara
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
con la collaborazione di Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea, Milano Tel/Fax 02 780918
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Catalogo con testi di Luciano Caprile e Guido Guastalla Immagine: Amedeo Modigliani, Testa scultorea, Matita grassa su carta, Cm 43x19, 1910-11
Museo Vittoria Colonna via Gramsci 1, Pescara orari: 10.00-13.00 / 17.00-24.00 (fino al 18 settembre) 9.30-13.30 / 15.00-20.00 (fino al 20 novembre)
Redattore: RENZO DE SIMONE
Data Inizio:06 agosto 2011 Data Fine: 20 novembre 2011 Luogo: Pescara, Museo d'arte moderna 'Vittoria Colonna' Telefono: 085 4283759
Pescara, Museo d'arte moderna 'Vittoria Colonna' Città: Pescara Indirizzo: via Gramsci 1 Provincia: (PE) Regione: Abruzzo Telefono: 085 4283759

24 settembre - 12 ottobre, 2011 - Mostra Inaugurata sabato 24 settembre (ore 18.00) alla Casa Museo "G. d'Annunzio", in corso Manthoné a Pescara, la mostra di disegni umoristici "Matite tricolori. Satira per 150 di storia italiana", curata da Enrico Di Carlo, deputato di Storia Patria negli Abruzzi.
L'iniziativa, patrocinata dalla Deputazione Abruzzese di Storia Patria e dalla Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell'Abruzzo, rientra tra gli eventi delle Giornate Europee del Patrimonio. La mostra racconta, attraverso oltre cento disegni umoristici, l'ultimo secolo e mezzo della storia del Bel Paese. Dieci sono gli artisti presenti: Giovanni Beduschi, Nino Di Fazio, Tommaso Di Francescantonio, Marco Martellini, Enzo Martocchia, Franco Pasqualone, Nando Perilli, Carlo Sterpone, Lucio Trojano e Walter Zarroli. Una sezione è dedicata alla storia della satira risorgimentale italiana, con le stampe provenienti dall'Istituto per i Beni Marionettistici e Teatro Popolare di Grugliasco (To). Rimarrà aperta fino al 12 ottobre, con il seguente orario: Lunedì - domenica, 9.00 - 13.30. Dopo Pescara, approderà a dicembre a Philadelphia presso l'Università della Pennsylvania. Il catalogo, curato da Di Carlo, è pubblicato da Verdone Editore.

Anche quest’anno il Museo di Nocciano aderisce alla Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI.
Per l’occasione l’Istituzione museale propone una mostra personale dell’artista Antonio Mancini, abruzzese di nascita e lombardo di adozione.
L’esposizione, denominata ‘Armonie Interrotte’, sarà inaugurata il prossimo 2 ottobre alle ore 17.00.
Al vernissage interverranno Ivan D’Alberto, direttore del Museo e curatore della mostra, Giovanni Paolo Maria De Cerchio, storico dell’arte e Giorgio Fedeli, critico d’arte e responsabile dello spazio milanese VisualContainer. A seguire ci sarà un concerto/aperitivo a cura del Coro Polifonico di Pescara.
La mostra rappresenta per l’artista l’occasione di far conoscere alla sua terra d’origine la sua produzione più recente. In questa fase l’autore tocca temi come il valore assegnato alla fama nella società contemporanea, il desiderio di notorietà a tutti i costi e gli effetti della comunicazione di massa sulle giovani generazioni.
Mancini pone sotto la luce dell’Arte fenomeni come il velinismo che brucia volti e corpi in una rapida sequenza di ‘usa e getta’, e il tronismo evoluzione artificiale del dandyismo che detta agli uomini i parametri per essere il moderno conquistatore ‘Costantino’ tutto muscoli e niente cervello.
L’esposizione resterà aperta al pubblico dal 2 al 30 ottobre 2011 secondo i seguenti orari di visita: il sabato dalle 10.00 alle 12.30 e la domenica 16.00 alle 18.30.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni fuori dall’orario di visita contattare il 347.9558158.
La mostra ‘Armonie Interrotte’ ha incoraggiato l’Istituzione museale a programmare per tutto il mese di ottobre una serie di appuntamenti culturali volti ad affrontare da altri punti di vista i temi trattati da Mancini.
Sabato 8 ottobre, alle ore 17.00, ci sarà l’intervento Il corpo scritto, l'interpretazione del corpo nella letteratura contemporanea a cura di Giovanni Di Iacovo, direttore del Festival delle Letterature di Pescara.
Sabato 15, invece, alle ore 18.00, la performance dell’artista Giovanna Lacedra: IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO a cura di Grace Zanotto della galleria d'arte Famiglia Margini di Milano.
Sabato 29 ottobre, alle 10.00, il convegno I NUOVI DISAGI DELLA CONTEMPORANEITA. Dalla paura di desiderare al rifiuto di amare: bulimia e anoressia a confronto.
Saranno presenti Bruna Silvidii, dirigente psicologa e psicoterapeuta del dipartimento di Salute Mentale della A.S.L. di Pescara, presidente dell'associazione L'Occeano nonché coordinatore scientifico del convegno. Bruna Silvidii affronterà il tema Anoressia, bulimia, obesità: malattie dell'amore. Casi clinici.
Insieme a lei ci sarà Giuliana Capannelli, psicoterapeuta, psicoanalista, docente incaricato dell’Istituto Freudiano e responsabile della FIDA (Federazione Italiana Disturbi Alimentari) di Ancona, la quale affronterà il tema La perfezione e il controllo, quando il sintomo prende corpo. Percorsi di cura con adolescenti.
Domenica 30 ottobre, alle 16.30, presso lo spazio Casamau s.r.l., in via Taddei a Villa Badessa di Rosciano (Pe), ci sarà la proiezione del film Il Diavolo veste Prada di David Frankel e a seguire il dibattito Tutti vogliono essere noi, a cui interverrà Sibilla Panerai, storico dell’arte e Eugenio Cancelli docente di Storia della Moda e del Costume.
Alle 19.00, presso il Museo di Arte Contemporanea di Nocciano, ci sarà il finissage della mostra Armonie Interrotte di Antonio Mancini e l’appuntamento degustativo: Di fronte a quest’opera degusterei questo vino… sommelier e critica d’arte a confronto a cura di Manuela Cornelii.
 I suggestivi spazi del Museo Archeologico Nazionale - La Civitella di Chieti ospitano dal 30 luglio 2011 al 19 febbraio 2012 una delle più significative tra le opere pubbliche di Keith Haring: il murale di Milwaukee.
Tra i più importanti writers degli anni Ottanta, Keith Haring è ormai un'icona conosciuta da tutti e la sua fama è così diffusa nel mondo della comunicazione da essere divulgata attraverso milioni di riproduzioni, non da ultimo una collezione di magliette, ad edizione limitata, firmata dal marchio Oviesse in collaborazione con la Keith Haring Foundation.
Lo stile di Haring è infatti immediato e comprensibile a tutti grazie ad una serie di stilemi universali come gli "omini" colorati, asessuati e stilizzati, i radiant baby (bambini aureolati di raggi) e i barking dogs, con cui ha saputo esprimere sia questioni attuali, delicate ed impegnate, sia temi gioiosi e spensierati.
L'iconografia rappresentata nell'opera di Keith Haring al Museo Archeologico è esemplificativa del suo vocabolario d'immagini che celebrano la vita, divenendo un segno distintivo del suo approccio alla pittura.
Haring riteneva che bambini e cani fossero tra le immagini più amate e riconoscibili; per questo, all'inizio della sua carriera, scelse queste figure proprio come firma (tag), per rendere la sua arte facilmente identificabile in mezzo a quella di altri che, come lui, avevano scelto la strada come luogo in cui liberare la creatività.
"All'inizio la mia firma fu un animale - Haring racconta - che diventò sempre più simile a un cane. Poi cominciai a disegnare un bambino che andava a quattro zampe e più lo disegnavo e più è diventato The Baby".
Entrambe le pareti sono dipinte in un motivo che misura trenta metri di lunghezza per due metri e mezzo di altezza. Sulla prima è raffigurata una sequenza ininterrotta di bambini a quattro zampe, in alto, e di cani che abbaiano (barking dogs), in basso. L'altra è più complessa e presenta una maggiore varietà di immagini. Il tema dominante sono le figure danzanti ispirate ai ballerini di breakdance.
A queste si affiancano altre icone della sua arte: il televisore con le ali, il cane, l'uomo con la testa di serpente. Il centro del murale è occupato da un ballerino che al posto della testa ha un televisore con il numero 83 disegnato sul monitor. Questo lato termina a destra con un'altra delle immagini simbolo di Haring: la faccia con tre occhi che fa la linguaccia.
KEITH HARING: IL MURALE DI MILWAUKEE
Chieti, Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo - La Civitella
Fino al 19 febbraio 2012
Via PIANELL - Chieti dalle ore 09:00 - TELEFONO: 087163137
 Il Kunsthaus Zürich espone «Joseph Beuys. Difesa della Natura» Dal 13 maggio al 14 agosto il Kunsthaus Zürich espone un’ampia, inedita e complessa «operazione» dello scultore ed artista d’azione Joseph Beuys: «Difesa della Natura».
Al centro della presentazione, costituita da oltre 100 lavori tra opere, fotografie, documenti, edizioni e video, è collocata la regale opera del Maestro tedesco: «Olivestone». Quest’opera maestosa viene esposta per la prima volta nell’ampio contesto in cui è nata. Per molti anni Joseph Beuys (1921–1986) tornò a soggiornare a Bolognano, un paesino di montagna negli Abruzzi, dove i suoi amici, il Barone Buby Durini e sua moglie Lucrezia De Domizio, possedevano una tenuta agraria. Le attività di Beuys in questo luogo, con la collaborazione dei coniugi Durini, assunsero ben presto la forma di diversi progetti artistico-politico-ecologico-umanitari. Dal 1973 al 1985 a Bolognano nacquero discussioni e lavori agrari accompagnati da sculture, disegni, fotografie, filmati, registrazioni sonore, disegni su lavagna ed edizioni. Queste testimonianze si sono conservate interamente grazie all’impegno personale della Baronessa Lucrezia De Domizio Durini. L’importanza particolare dell’esposizione consiste nel fatto che essa dimostra con evidenza che il vero scopo delle attività umane ed artistiche del Maestro tedesco non consisteva nella creazione di sculture propriamente dette, ma nel tentare con tutte le sue azioni un miglioramento della società, unico scopo dell’intera sua vita di uomo e di artista. LA SCULTURA SOCIALE Beuys ampliò il concetto di opera scultorea in modo tale che il suo vero e unico scopo dovesse essere la società umana. La sua opera scultorea, cioè «figurativa» nel senso formale, dev’essere letta quale opera scultorea trascendentale: la scultura di Beuys deve quindi aiutare il mondo occidentale, corrotto dal materialismo, ad adottare una nuova forma di vita sociale dai fondamenti democratici rivolta alla solidale e libera collaborazione tra tutti gli uomini del pianeta, pur nei differenti stati sociali, economici, religiosi, politici e culturali. Questa prospettiva utopica di un nuovo organismo sociale costituisce il reale obiettivo delle sue varie attività; il concetto filosofico beuysiano è la «Scultura sociale»: la sua famosa «Living Sculpture», l’unica opera d’arte che serve all’uomo per un miglioramento dei metodi esistenti nella società. Comunicato stampa Zurigo, 17 marzo 2011 2 I 4 DIFESA DELLA NATURA L’esposizione si avvale della magistrale opera «Olivestone» come spunto per richiamare alla memoria le azioni e le attività di Beuys a Bolognano. Nel 1992 i coniugi Durini avevano donato quest’opera chiave al Kunsthaus Zürich. Le cinque vasche di pietra dell’inizio del XVIII secolo, che lo stesso artista aveva scelto a Palazzo Durini, si possono ora rivedere, circondate da molti e diversi lavori concessi in prestito, nel contesto della loro genesi. Alla prima visita di Joseph Beuys negli Abruzzi, nell’ottobre del 1972, seguì due anni dopo «Incontro con Beuys», la prima importante iniziativa politica sociale intesa come discussione, in occasione della quale nacquero disegni su lavagna ed una scultura. Tra il dicembre del 1976 e il febbraio del 1978 si svolsero iniziative ed azioni aventi come oggetto il rinnovamento dell’agricoltura. In seguito ci furono molti altri soggiorni e lavori di Beuys, e tutto si integra con il famoso progetto operazione «Difesa della Natura». L’artista inizia a piantare, su una superficie di 15 ha, 7000 arbusti ed alberi in via di estinzione dandogli il nome «Piantagione Paradise», con la prospettiva rivolta al futuro e il coinvolgimento di persone attente alle problematiche beuysiane. Il 13 maggio del 1984 Beuys riceve la «Cittadinanza Onoraria di Bolognano», pianta di fronte al suo studio la «Prima quercia italiana» nella sua «Piantagione Paradise», quale simbolo del complessivo progetto abruzzese, e si svolge la famosa discussione dal titolo «Difesa della Natura». Beuys parla di creatività e approfondisce gli scopi del suo progetto assicurandone la continuazione. L’utopia concreta di Beuys nel lavoro della «Difesa della Natura» si trasforma in «Utopia della Terra». La «Difesa della Natura» di Beuys non va intesa solo in termini ecologici, vuole essere invece letta soprattutto da un punto di vista antropologico: Difesa dell’uomo, dell’individuo, della creatività e dei valori umani. Temi oggi attualissimi. 7000 QUERCE, DIARIO DELLE SEYCHELLES E MOLTO ALTRO ANCORA Il curatore Tobia Bezzola divulga insieme a Lucrezia De Domizio Durini questo ed altri progetti dell’artista tedesco. Nella sezione della Collezione del Kunsthaus, in uno spazio di oltre 900 m², il visitatore è condotto ad attraversare una specie di viaggio umano ed artistico dove ogni minimo lavoro è ricordo e documento. In un piccolo reparto si presenta la «Rosa per la Democrazia Diretta». Timbri e fotografie provengono dall’azione «7000 Querce», cui Beuys diede vita nel 1982 in occasione di Documenta 7 a Kassel. Al «Diario delle Seychelles» è dedicato uno spazio particolare. Conferenze, performance e documentazioni possono essere rivissute attraverso vari filmati. Sono inoltre esposti edizioni e pubblicazioni allestiti da Lucrezia De Domizio Durini. CONCETTO ALLARGATO DI ARTE Dall’intera mostra si comprende che in corrispondenza del concetto sociale di arte, secondo Beuys, acquistano un’importanza centrale anche forme artistiche 3 I 4 che si considerano tradizionalmente piuttosto periferiche. In particolare le sue riproduzioni in serie - ne fece oltre 25 con e per Lucrezia De Domizio - rappresentarono per Beuys i veicoli più importanti per la diffusione del suo pensiero. Questi «multiples» dovevano quindi fungere da «nuclei di condensazione». In essi Beuys parafrasò i contenuti delle sue azioni e delle sue attività politiche, sociali e pedagogiche, e in quanto monumenti trasportabili dovevano convogliare le sue idee nel mondo e nella coscienza delle persone. PUBBLICAZIONE: BEUYS VOICE Congiuntamente con la casa editrice Electa/Mondadori (Milano) il Kunsthaus Zürich edita una pubblicazione in tre distinti volumi, tedesco, inglese ed italiano, che accompagna l’esposizione, dal titolo «Beuys Voice», curata da Lucrezia De Domizio e di ben 960 pagine e 400 immagini fotografiche dall’Archivio storico De Domizio Durini. Il libro raccoglie anche contributi e testimonianze di numerosi illustri autori che nel corso degli anni si sono occupati di Beuys e dell’operazione «Difesa della Natura» (Pierre Restany, Harald Szeemann, Felix Baumann, Johannes Stüttgen e m.a.). Esso comunque documenta e commenta nel suo complesso soprattutto l’impegno pluridecennale della Baronessa Lucrezia De Domizio Durini a favore dell’opera di Joseph Beuys. Intervistata da Tobia Bezzola ella riferisce della sua lunga amicizia con l’artista, delle loro azioni comuni e del suo instancabile impegno a favore della testimonianza e della diffusione della filosofia del Maestro tedesco dopo la sua morte. CONCERTO PER PIANOFORTE E CANTO In data 13 maggio, alle ore 19, nella sala conferenze del Kunsthaus Zürich verrà eseguita la composizione creata da Umberto Petrin «Beuys Voice Nr. 1» per canto (Susie Helena Georgiadis) e pianoforte (Umberto Petrin). I testi si basano su citazioni da Joseph Beuys, registrate a Bolognano il 13 maggio 1984. Con il sostegno delle Ernst von Siemens Kunststiftung e Art Mentor Foundation Lucerne. INFORMAZIONI GENERALI Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, 8001 Zurigo. Orario d’apertura: sa/do/ma ore 10-18, me/gio/ve ore 10-20. Per l’apertura nei giorni festivi e le visite guidate si veda www.kunsthaus.ch. Ingresso CHF 16.- / 12.- ridotto / gratis fino ai 16 anni. Prenotazione obbligatoria per gruppi e classi scolastiche. Prevendita: Biglietto combinato SBB RailAway-Kombi: riduzione su tariffa ferroviaria ed ingresso: alla stazione o presso il Rail Service 0900 300 300 (CHF 1.19/min. da fisso), www.sbb.ch.
|
|